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Edizioni Ambiente in questo numero


L'ambiente illegale di Marco Moro
L’agricoltura può ridurre le emissioni di CO2 di Ilaria Di Bella
Parole di ecomafia di Anna Satolli
Razza energivora di Paola Fraschini
Stretta sui reati ambientali di Simona Faccioli
Il clima è sotto esame di Simona Molinari

L’agricoltura può ridurre le emissioni di CO2
di Ilaria Di Bella


Le biomasse potrebbero coprire il 13% dei consumi energetici del paese. È quanto ha riferito il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio nel corso di un’audizione nella commissione Agricoltura del Senato il 17 aprile. Dopo l’avvio da parte delle commissioni Ambiente di Camera e Senato di indagini conoscitive ad hoc, che prevedono audizioni e presto relazioni conclusive di indicazione al governo, continua l’interesse del Parlamento per i cambiamenti climatici, specie in relazione all’efficienza energetica e all’utilizzo di fonti rinnovabili.
“La disponibilità di biomasse residuali, tra legno, residui agricoli e agroalimentari, frazione organica dei rifiuti urbani e dell’industria zootecnica, è attualmente di 66 milioni di sostanza secca – ha detto il ministro al Senato – che possono produrre energia pari a 27 milioni di Tep (tonnellate equivalenti di petrolio), ovvero il 13% dei consumi italiani”. Pecoraro Scanio ha ricordato che l’utilizzo di biomasse per la produzione di energia è particolarmente vantaggioso, dal momento che l’apporto complessivo di anidride carbonica di queste sostanze è pari a zero. La CO2 prodotta nella combustione è infatti la stessa che è stata assorbita dalla pianta nel corso della vita. Il ministro ha tuttavia perorato una “via italiana” alle biomasse, evitando di cadere “nelle mode”, “con una visione falsata, che crea false aspettative”. Da un lato l’Italia resta infatti il paese dell’agricoltura di qualità. Dall’altro, il ministro è convinto che sia necessario perseguire la “filiera corta”, ovvero il “consumo di energia fresca”, con la creazione di “distretti energetici”, in cui la fonte di energia e i consumatori non distino più di 30 chilometri. I lunghi trasporti, previsti per esempio nella produzione di biomasse per l’esportazione, vanificano in sostanza i benefici del ricorso a questa fonte rinnovabile. In quest’ottica “il mondo agricolo – ha detto Pecoraro – deve diventare produttore di energia e non semplicemente fornitore di materia prima all’industria energetica”, con piccoli impianti predisposti a livello locale. Su questa linea il ministro ha annunciato un decreto per l’utilizzo dei fondi per Kyoto previsti dalla Finanziaria, che ammontano complessivamente a 200 milioni di euro per 3 anni.

 



numero 4 - 4/2007

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