Punto sostenibile la newsletter di Edizioni Ambiente Edizioni Ambiente
Edizioni Ambiente in questo numero


L'ambiente illegale di Marco Moro
L’agricoltura può ridurre le emissioni di CO2 di Ilaria Di Bella
Parole di ecomafia di Anna Satolli
Razza energivora di Paola Fraschini
Stretta sui reati ambientali di Simona Faccioli
Il clima è sotto esame di Simona Molinari

Razza energivora
di Paola Fraschini



Prestiti a tasso zero per i proprietari di case e per i condomini dei Comuni della Provincia di Milano che hanno adottato i regolamenti edilizi provinciali ecosostenibili. Predisposizione delle linee guida nazionali per la certificazione energetica delle abitazioni. Numerosi incentivi in Finanziaria per rilanciare l’efficienza e le rinnovabili. Obbligo, nelle nuove abitazioni, del solare termico per il riscaldamento dell’acqua. Nuove misure a favore dei piccoli impianti di produzione di energia elettrica e per l’attuazione del sistema di incentivi al fotovoltaico. Attestato di qualificazione energetica obbligatorio per i contratti di compravendita e di locazione. Ed è solo l’inizio.
Le nostre case sono oggi macchine energivore, sostenute da tecnologie che hanno radicalmente trasformato il comfort e la qualità della vita. Una rivoluzione basata sull’assunto che l’energia (fossile) sia a disposizione in modo illimitato e che la combustione non provochi alcun danno al clima e alla qualità dell’aria. Ma non è così, e oggi occorre aprire le porte alle energie rinnovabili e intervenire sui sistemi di conversione e distribuzione dell’energia. Se ne rendono conto in tanti ormai.
Secondo Federico Butera, professore ordinario di Fisica Tecnica Ambientale presso il Politecnico di Milano, il comfort ci pone di fronte al dilemma dei suoi costi economici, sociali e ambientali. Dalla caverna alla casa ecologica, alla sua seconda edizione aggiornata (in uscita a maggio), è il racconto della lunga strada verso il comfort domestico a partire dalla caverna, passando dalla casa dell’antica Roma e dalle dimore medievali e rinascimentali per giungere fino alla vita quotidiana superaccessoriata e formulare l’ipotesi di una casa davvero “sostenibile” e disponibile per tutti. Un cammino, quello delineato da Butera, scandito da invenzioni geniali e da tecnologie sempre più raffinate, dall’introduzione del vetro alle finestre fino all’arrivo dell’acqua corrente in casa e alla svolta dell’elettricità.
Cosa sarebbe la nostra vita quotidiana senza elettricità? La radiosveglia non funzionerebbe, niente musica, neppure luce e tv, il condizionatore e il frigorifero si fermerebbero, il telefonino si scaricherebbe. Niente doccia calda e l’attico all’ultimo piano si trasformerebbe in una trappola, con l’ascensore che non funziona... Non è pensabile che si debba rinunciare a tutto ciò che abbiamo conquistato, non si può immaginare di dover tornare agli standard di vita di 150 anni fa.
La qualità della vita domestica deve e può migliorare, per noi e per tutti gli abitanti di questa Terra, senza per questo aumentare le emissioni. Come? In una città sostenibile l’input di energia deve essere il più possibile di origine non fossile, gli input di materiali/oggetti debbono avere un basso impatto ambientale per tutto il loro ciclo di vita, gli output di rifiuti devono essere minimizzati anche attraverso un maggior ricorso al riciclaggio, l’utilizzo finale di energia deve essere ridotto attraverso l’adozione di appropriati sistemi e tecnologie. Una città sostenibile dovrebbe funzionare quanto più possibile come un sistema ecologico, si veda a tal proposito anche il rapporto State of the World di quest’anno, dedicato ai sistemi urbani.

 



numero 4 - 4/2007

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