Punto sostenibile la newsletter di Edizioni Ambiente Edizioni Ambiente
Edizioni Ambiente in questo numero


L'ambiente illegale di Marco Moro
L’agricoltura può ridurre le emissioni di CO2 di Ilaria Di Bella
Parole di ecomafia di Anna Satolli
Razza energivora di Paola Fraschini
Stretta sui reati ambientali di Simona Faccioli
Il clima è sotto esame di Simona Molinari

Stretta sui reati ambientali
di Simona Faccioli



Se ne sente parlare da diverse legislature, ma questa volta sembrerebbe una certezza l’inserimento nel nostro sistema penale di disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente.
Lo ha annunciato il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio all’apertura del convegno di presentazione del Rapporto Ecomafia 2007, il 17 aprile scorso, precedendo la descrizione dell’impressionante scenario della criminalità ambientale nel nostro paese.
Il ministro dell’Ambiente e il ministro della Giustizia hanno da poco sottoscritto un disegno di legge mirante a integrare il libro II del Codice penale (dedicato ai delitti contro l’incolumità pubblica), introducendo un titolo VI-bis dedicato appunto alle “Disposizioni concernenti i delitti contro l’ambiente”, sull’esempio di Germania e Spagna: si inaspriscono le pene, con previsione della pena detentiva fino a venti anni per le violazioni dolose più gravi, si introducono nuove fattispecie delittuose (in primis, l’ecomafia) e sanzioni per le persone giuridiche, si prevede la confisca dei beni alla criminalità organizzata. Un deciso approccio in senso repressivo e dissuasivo nei confronti della pratica della criminalità ambientale, per rovesciare la situazione in cui l’Italia è ancora una “pecora nera” rispetto agli altri paesi europei. Oltre alla repressione di carattere penale, e non più solo amministrativa, nei confronti di chi inquina, ciò che sorprende, e insieme potrebbe allarmare tutti gli operatori che svolgono attività potenzialmente impattanti sull’ambiente, è la diversa concezione di “ambiente” che sottende alle disposizioni proposte. Infatti, ciò che si prevede di punire non è più una condotta (commissiva o omissiva) dannosa nei confronti di un “ambiente” genericamente definito (come è avvenuto per anni quando il riferimento normativo era il famoso articolo 18 della legge 349/1986) bensì l’atto che causa un’alterazione dello stato delle matrici ambientali (aria, acqua, suolo e sottosuolo) ovvero delle sue caratteristiche fisiche, chimiche e geomorfologiche. Alterazione prodotta dall’attività umana o in qualche modo ad essa collegabile, e soprattutto, verificabile nonché misurabile nel suo grado di incidenza sullo stato delle cose e dei luoghi. I reati di inquinamento quindi non solo saranno più gravemente puniti, ma saranno anche più facili da accertare.
Per di più, la notizia della presentazione del disegno di legge sui delitti ambientali (da parte del ministro dell’Ambiente e del ministro della Giustizia) si inserisce in un quadro normativo complesso, frammentato e tutt’altro che definitivo. La riforma della normativa ambientale avvenuta con l’emanazione del Dlgs 3 aprile 2006, n. 152 (“Disposizioni in campo ambientale”), ha infatti obbligato tutti gli interessati a rivedere gli obblighi e gli adempimenti connessi al loro operare alla luce della nuova normativa, spesso di non facile e immediata comprensione. Facciamo un esempio su tutti: la gestione dei rifiuti. Come illustrato in Rifiuti e bonifiche nel nuovo Codice dell’ambiente, a cura di Paola Ficco, al “defunto” decreto Ronchi, sopravvivono ad oggi i numerosi decreti attuativi emanati in sua vigenza, che ora sono da coordinare con la Parte IV del Codice dell’ambiente, modificato già parzialmente dal Dlgs 284/2006, dalle disposizioni contenute nella Finanziaria 2007 e dal decreto cd. “Milleproroghe”; nuovi decreti stanno per essere emanati, tra i quali spicca il “secondo correttivo” allo stesso Codice dell’ambiente.
Ma gli operatori continuano a porsi numerose domande, come emerge dalla lettura di Rifiuti. Quesiti risolti, a cura di Paola Ficco, raccolta sistematica di oltre 180 soluzioni ai più interessanti e cruciali quesiti giunti alla redazione della Rivista Rifiuti – bollettino di informazione normativa, e risolti alla luce del nuovo Codice dell’ambiente in vigore dal 29 aprile 2006.
Domande di carattere generale e sistematico, ma anche specifiche su determinati settori, quali quelli affrontati dai Dossier di Edizioni Ambiente, che offrono il massimo grado di approfondimento su alcuni temi “caldi” della gestione dei rifiuti, sui quali gli operatori necessitano di risposte e istruzioni chiare per proseguire nelle loro attività, a prescindere dalle evoluzioni in corso del sistema normativo ambientale complessivamente inteso.

 



numero 4 - 4/2007

copyright Edizioni Ambiente