Punto sostenibile la newsletter di Edizioni Ambiente Edizioni Ambiente
Edizioni Ambiente in questo numero


Credits di Marco Moro
Contro i ladri di futuro di Paola Fraschini
La casa intelligente di Anna Satolli
Questione di velocità di Mario Pasquali
Guardare altrove di Marco Moro
Rifiuti: i fuochi dell'emergenza di Antonio Pergolizzi
Contabilità "verde" di Ilaria Di Bella

La casa intelligente
di Anna Satolli


La storia dell'abitare è antica quanto l'uomo e, ovviamente, non sempre il grado di comfort tra le mura domestiche è stato pari a quello a cui oggi gli abitanti del mondo più sviluppato sembrano completamente assuefatti. Frigoriferi, lavastoviglie, aspirapolvere: è solo l'incipit di una lunga lista di apparecchi elettrodomestici diffusi in ogni casa. Senza trascurare gli impianti di riscaldamento e condizionamento; quest'ultimo, poi, da optional sta diventando una necessità. Con tutto ciò, non si vuole demonizzare il comfort in sé, ma l'uso che se ne fa. Oggi, infatti, si iniziano a fare i conti anche con le conseguenze di questo alto livello di qualità della vita, con gli elevatissimi consumi di energia (fossile), con gli "effetti" esercitati sull'ambiente, e quindi con i costi da pagare in termini economici e sociali.
Nella edizione aggiornata di Dalla caverna alla casa ecologica Federico Butera, professore di Fisica Tecnica Ambientale al Politecnico di Milano, racconta l'evoluzione storica della dimensione domestica, dall'antichità ai giorni nostri, ovvero verso quella condizione di "agio" energivoro - oggi apparentemente irrinunciabile - che però può essere convertito a una "fede" diversa, efficiente e sostenibile. Ripercorriamo con l'autore alcuni dei momenti più salienti di questa storia avvincente, il cui futuro è scritto anche dalle scelte che facciamo nel presente.

Quali sono state le innovazioni tecnologiche che hanno segnato le tappe più importanti in questa storia del comfort domestico?
L'innovazione che ha costituito la svolta nel comfort domestico è certamente il vetro alla finestra. Grazie al vetro è stato possibile controllare la temperatura dell'aria degli ambienti e godere della luce del sole. Prima del vetro in inverno non c'era scelta: o caldi al buio o freddi alla luce.
La seconda è la stufa, che permise di riscaldare piacevolmente gli ambienti e con una efficienza di gran lunga superiore a quella del camino.
La terza è l'illuminazione elettrica; segue la macchina frigorifera, che ha permesso di completare il controllo del comfort termico, garantendolo anche in estate.

Oggi le nostre case sono superaccessoriate. Ma qual è il prezzo di questo livello di comfort?
Il prezzo è l'abuso di energia, che al momento è quasi tutta di origine fossile - con le note conseguenze sul cambiamento climatico. Per vivere confortevolmente nelle nostre case consumiamo, direttamente e indirettamente, oltre la metà di tutta l'energia che serve a far funzionare un paese industrializzato.
Il problema è che il comfort è ottenuto in modo poco efficiente. Gli stessi risultati possono essere raggiunti mediante tecnologie che consumano molto meno e con modalità che ne riducono ulteriormente l'impatto energetico. Un esempio fra tutti: la caldaia per il riscaldamento accoppiata ai termosifoni. È il modo più irrazionale ed energivoro per riscaldarsi, e ne esistono altri, migliori; per esempio la pompa di calore accoppiata ai pavimenti radianti.

L'alternativa è la "casa sostenibile". Quali sono le caratteristiche che la rendono tale?
Una casa sostenibile è prima di tutto una casa confortevole. Nella casa sostenibile però, a differenza di quelle che non lo sono, il comfort è ottenuto usando l'intelligenza invece della forza. La "forza" è quella che si è usata finora: miliardi di tonnellate di petrolio, di carbone, di gas per piegare la natura ai nostri voleri.
L'intelligenza, invece, è la capacità di valorizzare le risorse naturali, quali il sole, il vento, la biomassa, mediante tecniche e tecnologie appropriate. Ciò richiede che la casa sia più evoluta, perché è il risultato della messa in atto di un ampio pacchetto di conoscenze che vanno dalla fisica alla fisiologia. Sì, anche fisiologia, perchè sapere esattamente come si formano le condizioni di comfort, termico e luminoso, permette di ottenerle nel modo più "soft" e meno energivoro possibile.

Spostandosi a scala urbana invece occorre pensare le città come "sistema ecologico". Cosa si intende?
È un'utile metafora. La città, infatti, come un sistema ecologico, per vivere e svilupparsi metabolizza acqua, energia e materia, rilasciando rifiuti; alle specie dell'uno corrispondono le tecnologie che fanno funzionare l'altra. La metafora è utile perché ci fa capire come "insostenibile" sia il metabolismo delle città. Infatti i sistemi ecologici utilizzano nel modo più efficiente possibile le risorse energetiche, che sono esclusivamente locali; fanno in modo che ciò che è rifiuto per una specie sia invece risorsa per un'altra; riciclano. La città di oggi ha un metabolismo lineare: entrano grandissime quantità di energia, acqua, materia ed escono grandissime quantità di rifiuti che vengono rilasciati nell'ambiente. La città sostenibile, invece, dovrebbe somigliare a un sistema ecologico, il cui metabolismo è circolare; una città le cui specie (gli edifici, gli impianti di climatizzazione, gli elettrodomestici, le automobili eccetera) richiedono poca energia e prevalentemente rinnovabile, la usano a cascata (il calore di scarto di una piccola centrale elettrica usato per riscaldare e condizionare le case) e minimizzano i rifiuti attraverso il riciclo dei materiali.
La città sostenibile è più evoluta della città attuale, è più complessa; come la casa sostenibile si basa sull'intelligenza invece che sulla forza.

Il caso di Göteborg è un esempio già esistente, che forse merita di essere raccontato...
Göteborg è una città di circa mezzo milione di abitanti che ha imboccato la strada della sostenibilità cominciando a trasformare il suo metabolismo da lineare in circolare e sfruttando le risorse locali.
Il sistema di trattamento delle acque reflue prevede la separazione del rifiuto semisolido che viene avviato a un impianto di biogas, alimentato anche dai rifiuti organici dei ristoranti e delle mense. Il gas derivante dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici viene in parte usato per produrre energia elettrica e calore in un impianto di cogenerazione e in parte compresso e usato per alimentare gli autobus del servizio pubblico urbano. Il calore di scarto dell'impianto di cogenerazione viene avviato alla rete di teleriscaldamento che alimenta quasi tutti gli edifici.
Il residuo semiliquido della fermentazione viene essiccato e usato come fertilizzante organico.
L'acqua depurata dell'impianto di trattamento è tiepida, essendo in parte composta dall'acqua calda impiegata nelle case. Questo fenomeno è sfruttato avviando l'acqua depurata a un enorme impianto a pompa di calore che alimenta la rete di teleriscaldamento. Il sistema ha una efficienza elevatissima, e l'energia elettrica occorrente per le pompe di calore viene in parte dall'impianto di cogenerazione alimentato a biogas, in parte da alcuni aerogeneratori sistemati ai confini della città, e in parte dall'inceneritore dei rifiuti.
Una attenta raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani produce materiali combustibili che vengono avviati a un impianto di incenerimento a cogenerazione: i rifiuti quindi generano energia elettrica e calore; quest'ultimo viene avviato alla rete di teleriscaldamento.
Il sistema è completato con l'utilizzo del calore di scarto di due raffinerie che si trovano non lontano dal centro abitato. È il calore che tutte le altre raffinerie del mondo riversano nell'ambiente, senza usarlo.
La previsione è che nel 2050 Göteborg sia una città quasi interamente alimentata con fonti rinnovabili.



numero 5 - 5/2007

copyright Edizioni Ambiente