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VerdeNero di Marco Moro
Parola scritta contro l'ecomafia di Anna Satolli
Le penne di VerdeNero di Michele Vaccari
Prove tecniche (anzi, letterarie) di ecoresistenza di Serenella Iovino e Paola Fraschini

Prove tecniche (anzi, letterarie) di ecoresistenza. Pensieri a due voci
di Serenella Iovino e Paola Fraschini


Serenella Iovino, autrice di Ecologia letteraria. Una strategia di sopravvivenza e Paola Fraschini, redattrice per Edizioni Ambiente, si sono confrontate "a caldo" su VerdeNero. Il risultato è un intreccio di voci, una conversazione a quattro mani, su temi di filosofia, politica, cultura.

S.I.: In Essere e tempo Heidegger parlava di Umsicht, la capacità dell'essere umano di guardarsi intorno, e di definire se stesso in relazione al mondo circostante, all'ambiente. Mai come oggi, questo "sguardo preveggente" si carica di un senso di responsabilità per il mondo a cui è rivolto. È la responsabilità per un ambiente la cui salute dipende in larga parte da noi, dalla nostra capacità di organizzare lo spazio e il tempo di un "essere nel mondo" che passa principalmente attraverso processi di produzione e consumo, di trasformazione e di riduzione delle "risorse naturali" a scorie metaboliche.
È a questo che penso leggendo il Rapporto Ecomafia 2007 di Legambiente. Traffici di rifiuti tossici, di specie animali e vegetali protette, distruzione sistematica del territorio "locale" per abusi edilizi che sono, nel breve e nel lungo periodo, causa di scempi e catastrofi ambientali, costituiscono una rete fittissima che permette alla criminalità organizzata "locale" di "globalizzarsi" (dal Rapporto si apprende, ad esempio, che uno dei partner più potenti delle ecomafie italiane sono le mafie cinesi). Senza trascurare che gli ecoilleciti attivano giri di denaro davvero importanti: quelli di matrice italiana nel 2006 hanno fruttato ben 23 miliardi di euro.

P.F.: Cifre da capogiro... prendiamo ad esempio le corse clandestine di cavalli: per una sola gara il giro di scommesse può arrivare anche a 50.000 euro, nel complesso gli investigatori stimano che in un anno gli affari vadano oltre il milione di euro. Non stupisce quindi che attorno a questo fenomeno si ricostituisca addirittura una pax mafiosa. Pace che scatta nei momenti di svago, quando i luogotenenti e i "picciotti" di clan rivali dimenticano la crudele faida in atto, accantonano le armi, e scommettono sulle corse.

S.I.: Certo, perché le corse dei cavalli sono molto più divertenti dei morti ammazzati. Umani, s'intende. Quello che emerge è però un quadro di enorme gravità ecologica, sia sul piano naturale sia su quello sociale. Se le ecomafie in Italia come nel mondo sono possibili, è perché manca un'etica civica allargata. È la mancanza di questa "cultura della compresenza" a consentire che tra il disagio della società e quello dell'ambiente non vi sia un vero confine.

P.F.: Mi torna in mente un'affermazione del ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio: "Se esiste un mercato per lo smaltimento illegale dei rifiuti tossici è perché i clienti non mancano. Questo fenomeno non è il prodotto solo di mafiosi, camorristi, 'ndranghetosi, o della Sacra corona unita ma anche di una parte del nostro sistema economico che ritiene più conveniente rivolgersi alla malavita organizzata per smaltire i rifiuti piuttosto che seguire le pratiche legali".
Nel solo 2004 sono spariti ben 26 milioni di tonnellate di rifiuti speciali: messi assieme formano una montagna alta più di 2.500 metri! Nel nostro paese ci sono 4.866 discariche illegali (1.765 nate negli ultimi anni) a fronte di sole 1.420 discariche autorizzate...
E l'emergenza rifiuti è destinata a crescere, perchè in natura "niente si crea e niente si distrugge". Il genere umano, in costante crescita, è il principale produttore di rifiuti, e perlopiù si concentra a vivere in sistemi urbani... Se pensiamo che nel 2008 oltre metà della popolazione del pianeta vivrà nelle città e che per la prima volta la popolazione urbana supererà quella rurale, questo significa che è nelle città che bisognerà concentrare gli sforzi, per renderle sostenibili e per farne dei luoghi più "sani" dove vivere. Nelle città si combatteranno le battaglie decisive per la qualità della vita futura.
Ma questi sistemi dissipativi di energia e risorse, che producono sempre più scarti e rifiuti, hanno la possibilità di mutare le proprie abitudini: possono adottare tecnologie più efficienti, puntare alla produzione decentrata delle energie rinnovabili, ridurre gli sprechi... ma se si pensa all'ecomafia, a ciò che significa in termini di distruzione del territorio, traffici di rifiuti, abusi edilizi, in una parola, disastri ambientali, questa prospettiva sembra davvero fantascienza!

S.I.: Eraldo Baldini scriverà per VerdeNero proprio un noir fantascientifico. Sono curiosa di leggerlo, perché la fantascienza è un genere artistico-letterario che immagina scenari possibili e, così facendo, si proietta verso il futuro. Ma il futuro, quello vero, rischia di sfuggirci, se non impariamo a ridefinire il nostro rapporto con la terra e con la società oltrepassando il velo di assuefazione. L'informazione, giornalistica o scientifica, è certo importante. Ma non è l'unico strumento per imparare a vederci nel mondo. Per questo ci vogliono anche i romanzi, l'arte, il cinema. Una letteratura, un cinema, un'arte in cui è in gioco il rapporto dell'essere umano con l'ambiente e degli esseri umani in società sullo sfondo di un ambiente, sono uno strumento formidabile di informazione e di consapevolezza. Il loro è anzi un ruolo politico: "Gli uomini hanno bisogno di romanzi, di opere teatrali, di dipinti e di poemi, 'perché saranno chiamati a esprimere il loro voto'", diceva il filosofo americano Alexander Meiklejohn.
Se allora la letteratura rappresenta una risorsa insostituibile per la vita politica non è solo perché ci aiuta a immaginare come potrebbero realizzarsi le nostre potenzialità di cittadini, ma anche perché ci permette di immaginare una società diversa in cui realizzare queste potenzialità. Ci aiuta a ripensarci nel mondo, a escogitare forme di resistenza creativa.
E le immagini dei romanzi che, come una lente, ci rendono trasparente la realtà, ci possono essere utili, se non indispensabili. Possono fare di noi cittadini migliori, critici e attivi, e non semplicemente succubi del sistema.

P.F.: Che differenza c'è tra la realtà dell'ecomafia, come ce la trasmette la cronaca, e questa? La differenza è che noi, rispetto alle notizie lette sui giornali, siamo "neutralizzati". Nonostante vediamo e sentiamo spesso di episodi del genere in cronaca, queste notizie risultano come "disinnescate" proprio perchè si trovano sui quotidiani, luogo canonico in cui ci aspetteremmo di trovarle (e le troviamo) e adottano un linguaggio tecnico e burocratico. Invece in un'opera narrativa, che parla un altro genere di linguaggio, si può riuscire a far ritrovare loro la giusta carica, a far esplodere il loro senso. È questo l'intento di Edizioni Ambiente, mettere in luce i fatti di sempre trovando per loro un luogo insolito.

S.I. Ho letto i primi due volumi di VerdeNero , e mi sono piaciuti molto. Perché ci danno, senza nulla togliere al piacere della lettura e al linguaggio del noir, un saggio di scrittura differente. Differente dai cliché dell'autocompiacimento, una scrittura che non parla solo "di", ma che parla anche "per", e che si rivolge al lettore per chiamarlo in una storia tutta da riscrivere. Questa storia è quella del nostro rapporto con la natura e gli animali non umani (e che quindi, proprio attraverso le "bestie", ci mette di fronte a tutte le incongruenze e gli aspetti inquietanti di una cultura che, sebbene gravitante intorno all'uomo, di "umano" ha davvero poco).
Ma VerdeNero ci ricorda anche qual è il compito degli intellettuali di fronte a questi meccanismi perversi della società: qualcosa su cui insisteva già Pasolini in quel famoso articolo del 1974, intitolato Il romanzo delle stragi. Gli intellettuali, oggi come in passato, "sanno" i nomi degli autori delle stragi, ma in più sanno anche vedere e riconoscere le vittime di queste stragi. Queste vittime non sono solo privati cittadini rimasti per accidente sotto il fuoco delle bombe. E queste stragi non sono meno "politiche", solo perché si consumano in zone d'ombra, in luoghi opachi per la pubblica opinione, dai cda delle multinazionali alle cupole mafiose.
L'Italia certo non brilla per essere all'avanguardia nella cultura dell'ambiente. Eppure stanno sorgendo e acquistando popolarità forme di "reazione letteraria" alle mafie e alle ecomafie. Prendiamo Dazieri, Lucarelli, Ammanniti, Cacciatore, Gebbia e tutti gli scrittori e scrittrici che hanno deciso di contribuire a VerdeNero, praticano esattamente ciò che intendo, quando parlo di una letteratura di "ecoresistenza": una forma di coraggio civile che passa attraverso la cultura e che vuole fare propria la causa della debolezza, della natura come della società. Una collana come VerdeNero rappresenta anzi un unicum, a quanto mi risulta, anche sulla scena europea: opere che cercano di trasformare il racconto letterario in uno strumento di consapevolezza, in una presa di posizione morale sulla realtà di questi aspetti della crisi ecosociale.

P.F.: E gli autori di VerdeNero lo sanno bene, hanno scelto "un mestiere che non contempla l'indifferenza" (Valentina Gebbia), devolvono parte delle loro royalties al progetto SalvaItalia di Legambiente, sono il "braccio armato" culturale (quindi democratico, costruttivo e non violento) contro l'ecomafia.
"La lotta alle ecomafie non è mai andata di moda, non ha ispirato carriere né è mai stata strumento elettorale. Ecco perché sostengo con forza questo progetto: perché è pura lotta al crimine nel nome del più puro degli ideali, quello di giustizia vera"(Gery Palazzotto). Le storie VerdeNero prendono libera ispirazione dai fatti di cronaca "veri" che leggiamo sui giornali, hanno un'esplicita valenza di impegno sociale e culturale contro l'ecomafia e il silenzio che l'avvolge.

S.I.: Alla fine del 2006 Edizioni Ambiente ha pubblicato Ecologia letteraria, un libro in cui sostenevo che la letteratura e la cultura umanistica potessero aiutarci ad acquistare consapevolezza della crisi ecologica e dei suoi aspetti etici e sociali.
Era la teoria. VerdeNero è un esempio di quello che significa la prassi. Ma questo è anche un segno del fatto che, dietro la scelta di pubblicare libri così, c'è qualcosa che non è scontato nelle programmazioni editoriali: un'idea "politica" nel senso antico del termine, ovvero una volontà culturale. La volontà di chi sa che per coltivare l'umanità, prima bisogna dissodare e bonificare il terreno. Letteralmente.



numero speciale 2007

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