PuntoSostenibile

I nuovi dati e numeri della criminalità ambientale in Italia

Il rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente è in libreria

a cura della redazione
pubblicato il 08/10/2026

La buona notizia? In Italia, i reati ambientali nel 2025 sono calati del 12% rispetto a quelli del 2024, per un totale di 35.735 illeciti commessi. La cattiva? Le ecomafie continuano a lasciare il segno sull’ambiente e a incrementare il loro business, confermandosi come realtà sempre più complesse e stratificate a più livelli.

Dagli illeciti amministrativi (che sono aumentati del +11,4%) ai reati nel ciclo illegale dei rifiuti (10.914), che scavalcano in classifica quelli del cemento (8.034), fino agli incendi negli impianti di gestione, ai reati contro gli animali e al patrimonio culturale. Il business illegale delle ecomafie vola a 11,5 miliardi di euro, +2,2 miliardi rispetto al 2024, con 393 clan censiti dal 1995 a oggi.

Ecomafia 2026

Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia
a cura di 
metti nel carrello
Disponibile anche in versione digitale

Sono i dati che emergono dal nuovo Report “Ecomafia 2026. I numeri e le storie delle illegalità ambientali in Italia” di Legambiente, pubblicato ogni anno da Edizioni Ambiente. L’edizione 2026 arriva in libreria questo mese, restituendo su carta il lavoro infaticabile di Legambiente, in collaborazione con le Forze dell’ordine e le Capitanerie di porto, per censire, analizzare e indagare gli ecoreati nel nostro Paese.

Questa edizione di Ecomafia raccoglie anche 10 proposte indirizzate al Governo per rafforzare norme e controlli. Tra le proposte avanzate, Legambiente chiede innanzitutto che l’Italia completi il recepimento nel Codice penale dei quattro delitti (uccisione e commercio di specie animali e vegetali selvatiche protette, il saccheggio delle acque superficiali o sotterranee, la commercializzazione di materie prime e prodotti derivati dalla deforestazione, la produzione e il commercio illegale di F-gas, quest’ultimo ora solo di natura contravvenzionale); l’estensione del delitto di produzione e commercio di prodotti inquinanti ai fitofarmaci illegali; l’approvazione di un Piano nazionale di lotta all’abusivismo.

Tra gli altri interventi urgenti, Legambiente chiede anche di rivedere il meccanismo del cosiddetto subappalto “a cascata” e reintrodurre il delitto di abuso d’ufficio, come previsto dalla nuova Direttiva europea contro la corruzione, per contrastare l’illegalità negli appalti pubblici, oltre che l’estensione delle pene previste per il reato di incendio boschivo a qualunque incendio di vegetazione.


Immagine: Adam Wilson (Unspalsh)